La bandiera

“Storia di una ladra di libri” di Markus Zusak, Frassinelli, 2014.

L’ultima volta che la vidi era rosso. Il cielo sembrava una zuppa che bolle. In certi punti ardeva come brace. C’erano anche alcune briciole nere, simili a grani di pepe, disseminate in mezzo a tutto quel porpora.
Lì i bambini avevano giocato alla settimana, sulla strada che assomigliava a una pagina unta d’olio. Quando arrivai, potevo ancora sentire l’eco delle loro voci. Il rumore dei piedini sul selciato. Risate infantili, e sorrisi come sale, eppure rapidi a svanire.
Poi le bombe.

Dopo essersi presentata come abbiamo visto nella prima citazione, inizia a raccontare alcune sue esperienze legate a ciò che è il suo lavoro, fino ad arrivare a raccontare della prima e dell’ultima volta in cui vide lei, la protagonista: la ladra di libri.

Per raccontare ciò che vide usa metafore, similitudini, per permetterci di entrare in una diversa ottica, devo ammettere a volte un po’ macabra, ma ha la capacità di creare una visione caratteristica rendendo tutto più immaginabile.

Ma che tristezza: il pensiero di una bomba, che come viene descritta può far sembrare il cielo una zuppa che bolle, in realtà sta distruggendo vite. Poco prima ancora lì a giocare.

Viaggiate con la mente e lasciatevi trasportare nei suoi racconti e forse vedrete la morte da un altro punto di vista.

Se vi è piaciuta la citazione tratta da questo libro, potrete trovarlo e leggerlo tutto d’un fiato a questo link: Storia di una ladra di libri

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